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4a domenica di Avvento.B

Introduzione alle letture


Prima lettura

2Sam 7,1-5.8b-12.14a.16(brano)

Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti al Signore.
La promessa del profeta Natan a Davide è un testo-base per l’intero tracciato della teologia messianica biblica. Al desiderio di Davide di possedere un tempio grandioso nella capitale appena costituita, Gerusalemme, così da avere come cittadino del proprio regno anche Dio, il profeta contrappone la scelta inattesa di Dio. Il Signore, più che essere inquadrato nello spazio sacro di un tempio, ama essere presente nella realtà che più aderisce all’uomo, cioè la storia, espressa nella linea dinastica davidica: «Sono stato con te dovunque sei andato... Io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere» (vv. 9.12). Alla casa materiale che Davide vuole progettare per il suo Dio si sostituirà allora la casa fatta di pietre vive, cioè di persone: «Il Signore ti annuncia che farà a te una casa» (v. 11). Al tempio Dio preferisce il tempo in cui anche l’uomo abita con lui.


Seconda lettura

Rm 16,25-27(brano)

Il mistero avvolto nel silenzio per secoli, ora è manifestato.
La finale della lettera ai Romani è un piccolo eppur maestoso inno in cui la Chiesa esprime con Paolo il suo stupore di fronte al mistero dell'incarnazione e della salvezza offerta all’umanità intera. Un mistero «annunziato mediante le scritture profetiche», un mistero ora manifestato e «rivelato»; la Chiesa che ora celebra il Natale, guardando verso il passato, gioisce per il dono di vivere nel tempo in cui il nome, cioè la persona del Cristo, è la chiave di volta della storia universale e del destino di ogni uomo (Ef 1,10).

VANGELO

Lc 1,26-38

Lc 1,26-38(brano)

Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.
Al centro del racconto dell’annunciazione è la concezione per opera dello Spirito Santo, cioè la presenza divina nella carne di Gesù. Scrive un esegeta: «Gesù è il Messia, il Figlio di Dio, intronizzato nella gloria: questo è l’autentico significato del racconto dell’annunciazione. La fede pasquale della comunità cristiana viene proiettata prima della nascita di Gesù per scoprirne la vera natura». L’invito che il Natale ci rivolge è, allora, quello della ricerca di Dio nella realtà della nostra storia attraversata dalla presenza divina del Cristo risorto perché solo nella luce della Pasqua la nascita del Cristo diventa il germe che trasforma il mondo e la storia. È giusto, perciò, che l’impegno del cristiano sia proprio per questa storia e per questa umanità. L’uomo ha, infatti, un fratello perfetto che con lui vive nella fragilità e nella sofferenza della sua carne.




©testi da Messale Festivo-EDIZIONI SAN PAOLO


 
 

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