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3a di Pasqua.B

Introduzione alle letture

Prima lettura

{modal html=13Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padriha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo;14voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. 15Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni. 17Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. 18Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. 19Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati.

|title=Prima lettura - At 3,13-15.17-19}At 3,13-15.17-19(brano){/modal}

Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti.
Il «missionario» del Cristo risorto opera con la sua stessa forza guarendo e parlando e Pietro lo testimonia. Con la sua testimonianza egli lancia un appello vivo e diretto al suo uditorio, dopo aver evocato l’evento pasquale: «Pentitevi e cambiate vita!». C’è, quindi, l’invito all’ascolto, alla conoscenza della Scrittura e del piano di Dio, così da cancellare il passato privo di fede. Ma c’è soprattutto l’invito alla conversione, alla scelta decisiva e fondamentale per il regno. Siamo di fronte a un modello della predicazione cristiana delle origini: in essa fede e morale, teologia e vita si fondono insieme.

Seconda lettura

{modal html=1 Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. 2È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

Il comandamento nuovo

3Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. 4Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c'è la verità. 5Chi invece osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto.

|title=Seconda lettura - 1Gv 2,1-5a}1Gv 2,1-5a(brano){/modal}

Gesù Cristo è vittima di espiazione per i nostri peccati e per quelli di tutto il mondo.
Il dono della salvezza si attua attraverso un duplice movimento. Il primo è quello di Dio che si mette in cammino verso il peccatore attraverso il Figlio, «Gesù Cristo, il giusto» (v. 1). Egli è il nostro «avvocato», in greco «paràclito», cioè colui che difende e intercede per l’uomo. Nei discorsi dell’ultima Cena la funzione era espletata dal Paràclito-Spirito Santo. All’azione di Dio che ci giustifica attraverso il Figlio succede la risposta dell’uomo che si impegna nella «conoscenza» di Dio. Si tratta, come sempre nella teologia biblica, di una conoscenza non meramente speculativa, ma affettiva, volitiva ed effettiva. Non per nulla il suo criterio d’autenticità è l’«osservanza dei comandamenti» (vv. 3-5), in particolare l’amore per il prossimo. Dall’incontro di questi due movimenti nasce il fedele salvato dalla Pasqua del Cristo.

VANGELO

Lc 24,35-48

{modal html=35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Gesù appare agli Undici e agli altri discepoli

36Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 37Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. 38Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». 40Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 42Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
44Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni».


|title=Vangelo - Lc 24,35-48}Lc 24,35-48(brano){/modal}

Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.
La scena dell’incontro di Gesù con i suoi discepoli si apre con l’iniziativa stessa del Cristo che si presenta alla comunità (v. 36). La reazione dei discepoli è un dato significativo. La risurrezione di Gesù è un mistero di salvezza che supera l’esperienza ed è da vivere attraverso la proclamazione della fede: per questo i discepoli all’inizio restano sostanzialmente incapaci di riconoscere il Cristo. Tuttavia la nostra narrazione è anche un invito a scoprire nella storia le tracce di questo evento. Non per nulla essa è dipinta con colori fortemente realistici (guardare, toccare, mangiare del pesce, mani, piedi...). Il Figlio di Dio incarnato è ancora presente nella nostra storia, non è un «fantasma» separato dalla sua umanità. A queste due tappe (l’iniziativa e il riconoscimento) succede il dato fondamentale, la missione della Chiesa. Essa ha la sua sorgente nel Cristo risorto e nella Bibbia, ha il suo contenuto nella predicazione della conversione per il perdono dei peccati come Gesù stesso aveva fatto e ha come orizzonte l’umanità intera («a tutte le genti»).



 

©testi da Messale Festivo-EDIZIONI SAN PAOLO


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 
 

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